Imprese al dettaglio: nuovi e-commerce e cambiamenti di comportamento di acquisto degli e-shopper negli ultimi mesi

Unioncamere ha rilasciato a maggio alcuni interessanti numeri sui negozi online, con uno spaccato per regione: il fenomeno, ben noto, è la crescita del canale digitale per fare acquisti, dovuta all’emergenza Coronavirus, che ha contribuito a un cambiamento radicale delle abitudini di consumo degli italiani. Oltre questi numeri, ho raccolto altre fonti con altri dati sulle imprese al dettaglio e sui nuovi comportamenti.

“Negli ultimi cinque anni sono cresciute di 10mila unità le imprese che vendono sul web, a fronte di un calo di quasi 45mila operatori dell’intero comparto del commercio al dettaglio. A puntare sul “negozio” online sono stati soprattutto gli imprenditori del Sud, forse per ovviare alla carenza di infrastrutture“.

Un segno del cambiamento delle abitudini di consumo che, soprattutto in epoca di coronavirus, permette agli imprenditori che commerciano sulla “rete” di potere contare su una marcia in più.

Più in dettaglio confrontando il segmento delle vendite web con l’intero mondo del commercio, tra il 2015 e il 2020,

le imprese della vendita al dettaglio attraverso internet sono aumentate di 9.840 unità, pari ad una crescita media del 14,5% all’anno, portando a quota 23.386 il numero complessivo degli “shop” online.

Nello stesso periodo, invece, l’insieme del settore del commercio al dettaglio ha perso 44.751 imprese, pari ad una riduzione media annua dell’1% nel quinquennio (passando da 866.291 mila a 821.540mila unità).

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Fonte Corriere della Sera


Riprendiamo alcuni dati del 2019

Dai dati diffusi dall’Osservatorio ecommerce B2C-Consorzio Netcomm del Politecnico di Milano, nel 2019 gli acquisti online degli italiani continuano a crescere e superano i 31,5 miliardi di euro per un +15% rispetto al 2018, anno in cui sono arrivati a 27,5 miliardi. A spingere la cifra verso l’alto sono i prodotti, che segnano un +21%, pari a 18,2 miliardi di euro, mentre i servizi raggiungono i 13,3 miliardi (+7%).

Fonte Osservatori

Qui da Netcomm una fotografia di alcuni fenomeni rilevanti del 2019

Netcomm

Cosa è successo nel periodo di lockdown

Secondo Netcomm, da inizio anno sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia (in tutto 29 milioni), 1,3 milioni dei quali originati dall’emergenza sanitaria del Covid-19. Negli stessi mesi dello scorso anno (da gennaio e maggio 2019), infatti, si registravano 700.000 nuovi consumatori

GFK stima che siano state il 37% le famiglie acquirenti – nel periodo di Marzo – che hanno utilizzato il canale online e non lo avevano fatto nei 12 mesi precedenti.

Web Conference GfK
“Attivarsi per la Fase 2: focus su Largo Consumo, Media e Comunicazione”

e quasi il doppio delle famiglie che hanno fatto la spesa online a Marzo avrebbe voluto farla ma non ci è riuscito – a causa di limiti strutturali delle piattaforme della Distribuzione, che si sono trovate ad affrontare in pochi giorni una crescita esponenziale delle richieste – in particolare famiglie giovani del Nord e di alta condizione socio-economica

Web Conference GfK
“Attivarsi per la Fase 2: focus su Largo Consumo, Media e Comunicazione”

Dall’analisi condotta da Netcomm su circa 280 insegne di vari comparti, che rappresentano circa 46.000 esercizi commerciali, risulta che il 79% possiede un canale e-commerce attivo, ma solo il 37% è abilitato al ritiro o al reso in store di prodotti acquistati online.

Secondo il report della Casaleggio e Associati – di seguito allegato – il 12% delle aziende italiane opera nell’e-commerce e il 79% di loro lo fa in ambito consumer

Rispetto all’offline che negli ultimi 10 anni ha visto scomparire circa 63 mila negozi (-11%)34, il Registro Imprese conferma l’andamento dell’e-commerce in Italia: in tutto il 2019, le imprese attive che si sono registrate con codice ATECO 47.91.1 relativo al commercio online (primario
o secondario) sono 6.968 ovvero il 20% in più rispetto a quelle registrate nel 2018.

Le attività che si registrano con codice primario, indicando dunque come attività principale
la vendita online, o che comunque hanno come codice prevalente in termini di fatturato quello e-commerce, sono il 68% (nel 2018 questa percentuale era del 54%

Come è cambiato l’e- shopper

  • Aumento significativo del tempo speso con device digitali
  • Cresce soprattutto media/entertainment, Social, smart working
  • Aumento dell’uso di digital payment e home banking in ogni fascia di età
  • Esplosione dei delivery services
  • Utenti e commerce più evoluti ed esplosione dell’e grocery
  • Molti nuovi utenti e commerce di ogni fascia di età
  • Ancora più sensibilità per la sostenibilità ambientale
  • Maggiore attenzione all’igiene personale, della casa … e al packaging

Fonte Netcomm

I canali digitali sono centrali in ogni fase e processo (lavoro, intrattenimento, shopping,…) in tutti i segmenti della popolazione: in questo contesto il negozio fisico assumerà un nuovo ruolo, totalmente integrato al digitale (app per le code e gli appuntamenti, gestione consegne a casa e ogni forma di ritiro degli ordini in modalità contactless ). Gli e-shopper esplorano nuovi merchant (anche per la saturazione operativa dei leader consolidati) e si aspettano che a breve ogni negozio sarà accessibile on-line: per cui, negozi grandi o piccioli cercheranno di adottare soluzioni che possano portarli ad essere presenti “laddove il cliente si aspetta di trovarli”.

E-commerce in Italia 2020
Vendere online ai tempi del Coronavirus

Il 69% dei clienti oggi si aspetta delle esperienze senza ostacoli, completamente connesse. I consumatori omnicanale spendono il 4% in più ogni volta che visitano uno store e il 10% in più
online rispetto a chi fa shopping usando una sola piattaforma.
Cercare di riconoscere il cliente e comprendere il suo comportamento d’acquisto su tutti i canali risulta essere la principale strategia che le aziende attueranno nei prossimi
due anni (26%).
Segue l’implementazione di strumenti di up e cross selling (18%) e la possibilità di rendere disponibili le informazioni sullo stock dei prodotti su tutti i canali (17%).

Per ogni retailer sarà necessario avviare una riflessione strategica sul ruolo dello store e sulla propria customer experience per assicurarsi la sopravvivenza del proprio punto vendita o catena: aver chiara la propria mission ed i punti di forza e posizionamento. Assicurandosi di agire su più leve: curando maggiormente il contatto con i clienti, utilizzando i canali digitali, investendo nel proprio personale formandolo in chiave ominchannel ovvero capace di sfruttare i processi che vengono dall’interazione con i clienti su più piattaforme; comunicando la sicurezza dei propri spazi e la propositività con soluzioni d’acquisto facili, pratiche, abbinamenti fatti, esposizioni di senso e complementarietà

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